La confusione delle associazioni dei grafologi
In tema di professioni non regolamentate
di
Dr. Mario Boero
Sostituto Commissario Polizia di Stato, Sezione Polizia Giudiziaria Procura della Repubblica di Genova
Dottore in Scienze dell'Investigazione
,
Perito Grafologo (formazione Istituto Criminologia.it), Referente Regione Liguria di CSI:Forensic

   
 

In tema di professioni non regolamentate, si leggono spesso notizie confuse e pareri contrastanti, a causa del vuoto legislativo e della confusione nell’interpretazione di alcune leggi. Il rischio è che qualcuno, approfittando della situazione, possa cercare di trarne vantaggio.
La maggior parte degli equivoci riguarda il tema del cosiddetto "riconoscimento" che alcune associazioni pretendono di dare a scuole o ad altri enti privati, senza specificare se loro stesse siano state riconosciute ed, eventualmente, da chi.
Non potendo vantare, legalmente, alcun tipo di riconoscimento, in molti ricorrono all’espediente di citare il proprio inserimento negli elenchi del Ministero della Giustizia lasciando così intendere, all’utenza, ma anche ad alcuni addetti ai lavori, che il far parte di un elenco tenuto da un Ministero, significhi essere stati riconosciuti dall’ente.
Il tema del lavoro professionale è dibattuto da anni nelle varie commissioni politiche del lavoro, ed al termine di un lungo lavoro, nel 2005, il CNEL (ente oggi abrogato) aggiornava periodicamente una banca dati sulle associazioni e un elenco delle associazioni delle professioni non regolamentate, che aveva unicamente l’intento conoscitivo di far luce sul mondo delle professioni non regolamentate.
Questa attività del CNEL veniva superata con il decreto legislativo 9 novembre 2007 n.206 che prevedeva l’inserimento in un elenco tenuto dal ministero della giustizia, delle associazioni che, in base al possesso di determinati requisiti, fossero considerate rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate e dei servizi non intellettuali. I requisiti per l’iscrizione all’elenco (si noti che i termini “elenco” e “banca dati” di per sé non sono sinonimi di “albo”, “collegio”, “ruolo”, “ordine”, termini che richiamano ufficialità e riconoscimento) erano relativi all’organizzazione della associazione ma non prevedevano la dimostrazione e l'accertamento della competenza e della preparazione specifica, circa la materia per cui veniva chiesto l’inserimento.
Il motivo del mancato accertamento della preparazione e della competenza tecnica e scientifica, era giustificato dal fatto che la legge specificava, con estrema chiarezza che (testualmente) “tale procedimento non è finalizzato ad un riconoscimento, o ad altra forma di regolamentazione, ma è specificamente volto alla individuazione degli enti che risultino essere in possesso dei requisiti “strumentali” all’annotazione nell’elenco”.
La reale finalità dell’elenco consisteva infatti nell’individuare quali tra le associazioni, fossero idonee ad essere sentite dalle autorità competenti in sede di elaborazione delle piattaforme comuni europee.
La genesi dell’equivoco, o il pretesto utilizzato da chi l’equivoco lo vuole generare, sta che nelle premesse della legge è scritto che, il d. Lgs.206/2007, ha recepito la direttiva europea 2005/36/CE relativa al "riconoscimento" delle qualifiche professionali.
Nessun riconoscimento quindi, soprattutto dopo che il Decreto Legislativo 28 gennaio 2016, n.15, in attuazione della direttiva 2013/55/UE del Parlamento Europeo, recante modifica alla già citata direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n.1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno, con l’art.25 abrogava l’art. 26 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n.206 e di conseguenza l’elenco da questo previsto.
Esiste tuttavia un’ulteriore disposizione di legge che, analogamente a quella precedente (d. lgs. 206/2007), potrebbe ingenerare equivoci; si tratta della Legge 14 gennaio 2013 n. 4, recante disposizioni in materia di professioni non organizzate, entrata in vigore dal 10 febbraio 2013.
Queste norme definiscono "professione non organizzata in ordini o collegi" l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'art.2229 c.c. e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio, disciplinati da specifiche normative.
Viene così introdotto il principio del libero esercizio della professione fondato sull'autonomia, sulle competenze e sull'indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista.
Anche in questo caso, esiste la possibilità di costituire associazioni professionali, di natura privatistica, fondate su base volontaria e SENZA ALCUN VINCOLO DI RAPPRESENTAZIONE ESCLUSIVA.
Il fine è quello di valorizzare le competenze degli associati, diffondere il rispetto di regole deontologiche e favorire la scelta e la tutela degli utenti.
La legge prevede che il Ministero pubblichi sul proprio sito web, un elenco delle associazioni professionali che dichiarino di possedere i requisiti previsti dalla stessa legge.
Sul sito del Ministero, è ben specificato che l'elenco ha una finalità esclusivamente informativa, non ha valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità.
E' poi chiaramente specificato (art.1 comma 4), che possono svolgere attività anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione.
Sempre sul sito del Ministero, vi è un richiamo ben preciso a situazioni in cui, probabilmente, qualcuno ha cercato di creare confusione a proprio vantaggio, nel documento dal titolo "Errori più frequenti" si legge testualmente: "Alcune associazioni si dicono in grado di certificare i propri iscritti. Si chiarisce che non è compito dell'associazione professionale certificare i propri soci".
Ancora "altre associazioni, invece, usano il termine "accreditamento" nei confronti dei propri soci o di corsi o di centri di formazione, ai quali voglio attribuire un particolare riconoscimento. Anche in questo caso si chiarisce che il concetto di accreditamento è estraneo delle associazioni professionali.
Naturalmente la professione del grafologo appartiene a questo tipo di di professioni e tutte le considerazioni esposte in precedenza, la riguardano.
In sostanza un grafologo può esercitare la propria professione come iscritto ad un’associazione ma anche senza esservi iscritto, avendo comunque pari dignità e diritti. Infatti è chiaro che le associazioni non possano certificare il grafologo iscritto né possono accreditare corsi o centri di formazione, vantando la propria inclusione nell’elenco di questo o quel Ministero.
Eppure, recentemente, a Pescara un grafologo è stato indagato dalla Procura della Repubblica a seguito dell’esposto di un avvocato/grafologo.
Da quanto era riportato dagli organi di informazione, l’avvocato avrebbe tra l’altro dichiarato che “quella del grafologo sarebbe una di quelle professioni che non necessitano l’iscrizione ad un albo, ma che sono comunque vincolate ad un percorso di studi che permetta poi l’iscrizione ad un’associazione riconosciuta”.
Occorrerebbe capire da chi dovrebbe essere riconosciuta l’associazione, visto che entrambe le leggi che si occupano di professioni non organizzate in ordini o collegi, stabiliscono con estrema chiarezza che non esiste alcun tipo di riconoscimento(?)
Questo è il tipico caso in cui un equivoco potrebbe costare caro. Fortunatamente il grafologo di Pescara è stato assolto e su sua domanda regolare lo abbiamo accettato come iscritto a CSI:Forensic.

 
 

Fonti:

 

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/07206dl.htm
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/2/09/16G00021/sg
http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2013-01-14;4!vig=2013-04-24
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Istruzioni_modulistica_elenco_ass_prof_giugno_2015.pdf
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/Associazioni_professionali_Errori_pi%C3%B9_frequenti_nov2014.pdf
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/03/25/news/si-e-spacciato-da-grafologo-e-ha-ingannato-i-magistrati-1.11119186
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/11/17/news/perito-grafologo-assolto-dal-falso-1.12465863?refresh_ce

 

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