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Con “grafologo
investigatore” non intendo una persona che svolge la doppia professione o
che si improvvisa in indagini che non gli competono, ma semplicemente il
grafologo forense che possiede le necessarie competenze investigative a
portare a compimento il proprio lavoro.
Si pensi a quello che è
il lavoro del grafologo forense, chiamato in causa nel momento in cui c’è il
sospetto di falsità di una firma/documento, quindi che si sia commesso un
reato: come scrive il Prof. Fortunato, l’idea di crimine rimanda al
criminologo, in quanto possiede la competenza di ragionamento necessaria per
un corretto approccio verso il fatto reato. La forma mentis investigativa,
che si può acquisire solo tramite studi in ambito criminologico, è
necessaria in questo tipo di lavoro perché insegna a cercare l’inganno, la
mistificazione e permette di mettersi al riparo da possibili grossolani
errori: infatti, il primo insegnamento che il Prof. Fortunato impartisce
durante i suoi corsi peritali, è quello di cercare l’errore e riconoscerlo,
in modo da compiere un lavoro che tenda ad allontanarsene il più possibile,
al fine garantire al Giudice un risultato certo. Un esempio di errore che il
perito dotato di forma mentis investigativa non commetterebbe: in certe
perizie si parla di “somiglianze” tra le scritture, indicando quegli
elementi in comune presenti sia, ad esempio, nella firma A che nella firma
B. Usare questo tipo di espressione è sicuramente sbagliato per 2 motivi,
uno di carattere logico e uno tecnico: dal punto di vista logico, che nella
firma A e in quella B ci siano somiglianze è normale, non serve certo il
grafologo per vederlo, infatti un falsario si adopera per riprodurre una
firma si impegna per avere un risultato il più fedele possibile
all’originale, è logico che si somigli! La somiglianza della firma A con la
firma B e proprio il punto di partenza e nulla più, se queste non avessero
nulla in comune probabilmente non si chiamerebbe neanche il grafologo, che
con questo metodo non aggiunge nulla di nuovo, anzi, basandosi sulle
somiglianze finisce per fare il gioco del falsario! Ecco l’errore che un
perito investigatore sa riconoscere ed evitare! In secondo luogo, per dovere
di completezza, va detto che parlare di somiglianze è un errore tecnico in
quanto la grafologia stessa si basa sull’unicità della scrittura di ogni
uomo, al pari di ogni suo altro comportamento, pertanto ogni uomo avrà un
suo modo di camminare, di gesticolare e di scrivere.
Così come Tizio e Caio possono somigliarsi, così può essere simile il loro
modo di camminare o possono somigliarsi le rispettive scritture: potremmo
mai dire che Tizio e Caio sono la stessa persona perché hanno entrambi i
capelli scuri, il naso aquilino e il mento sporgente? Si somigliamo ma non
sono la stessa persona, infatti i loro segni di identità (Dna, impronte
digitali, ecc.) sono differenti. Allo stesso modo, dire che 2 scritture sono
provenienti dalla stessa mano perché si somigliano è sbagliato, per fare un
confronto serio bisogna basarsi sui punti di identità, che possono essere i
gesti fuggitivi, la pressione in un determinato tratto, un errore
ortografico, quei segni invisibili al falsario da produrre ad occhio nudo.
Ritornando al grafologo
investigatore e alla competenza investigativa che tale figura possiede, và
detto che il modo di pensare la perizia come un’indagine può essere utile,
oltre che ad evitare l’errore, a trovare l’inganno: un grafologo
tradizionale si limita a confrontare le firme e nulla più, mentre un
grafologo investigatore cerca la mistificazione anche quando è ben celata,
come ad esempio nel caso della firma apposta con mezzo meccanico o
elettro-meccanico:
in questa evenienza, solitamente, la firma presenta tutte le caratteristiche
grafiche e grafologiche di quella originale ma non è stata apposta dalla
mano biologica dell’uomo; in questo caso l’errore è in agguato perché la
firma può facilmente trarre in inganno, ma il perito che cerca l’inganno e
l’errore sa che deve sempre falsificare la sua tesi
e non dare nulla per scontato, la sua competenza investigativa gli
suggerisce di controllare a fondo il documento sul quale è apposta la firma,
nel caso, ad esempio, si tratti di una cambiale, di controllare la data in
cui è stata messa in produzione: proprio nel caso che il Prof. Fortunato ha
risolto a Mantova, sulle cambiali utilizzate era stata apposta una data
precedente alla loro entrata in commercio.
La ricerca dell’errore e
dell’inganno, la valutazione degli indizi è ciò che distingue il pensiero
investigativo, inteso come modo di organizzare una ricerca, in questo caso
specifico la ricerca degli elementi che possono farci capire la verità su
una firma; questo tipo di competenza è utile a capire che gli elementi da
raccogliere a volte possono anche andare oltre il documento stesso, possono,
ad esempio, riguardare la cartella clinica del soggetto a cui è attribuita
la firma, che può rivelare particolari interessanti, come ad esempio che nel
giorno in cui è stata apposta la firma egli fosse impossibilitato a muovere
gli arti.
Pensare nei termini
esposti fin’ora può essere un grande vantaggio per un perito, è una risorsa
importante che viene spesso sottovalutata, mentre sarebbe auspicabile
veicolare il messaggio della formazione peritale dal punto di vista delle
scienze criminali: sono certo che una classe di grafologi investigatori
sarebbe una garanzia per la Giustizia e per il cittadino, permettendo si
evitare quei grossolani errori che, purtroppo, continuano a verificarsi
nelle aule di Tribunale.
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